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La bruschetta che bontà

La bruschetta è un piatto multiregionale, nato in tempi remoti, quando i contadini avevano necessità
di conservare il pane. L’etimologia del temine risale all’aggettivo “brusco”, che nell’Italia centrale
significa “abbrustolito”, ed è preparata con una fetta di pane tostato condito con olio e sale,
strofinato con aglio crudo. Bisogna aspettare la fine del 1700 prima che venga aggiunto il
pomodoro.

La bruschetta è diffusa soprattutto al centro-sud Italia, e gli ingredienti originari, con il tempo, si
sono differenziati a seconda delle materie prime che offriva il territorio.
In Toscana il nome bruschetta deriva da “brusca” o “brusta”, con il quale fino al dopoguerra si
identificava il carbone di legna fine, preparato dai carbonai per accendere i focolari nelle case.

Qui, anticamente, veniva preparata con il pane casereccio, anche raffermo, e insaporita con carni e
salsiccia.

Pomodoro, aglio, origano, cipolla, carota e sedano essiccati ed aggiunti insieme all’olio al pane
tostato, uniscono sapori tipici di più tradizioni regionali.
La bruschetta fornisce carboidrati come fonte di energia, in modo da poter sostituire il primo piatto,
o fare da antipasto ed apporta preziosi acidi grassi monoinsaturi tipici dell’olio extravergine di oliva.

Il condimento, sebbene necessariamente aggiunto in piccola quantità, apporta i benefici degli
ingredienti che contiene: ricchezza di oligoelementi (tra cui ferro, potassio, magnesio, fluoro,
calcio, manganese, fosforo), proprietà antisettiche, digestive, antiossidanti ed antiinfiammatorie.

Il pomodoro, che può essere anche aggiunto fresco insieme al mix, protegge le cellule
dall’invecchiamento, facilita la digestione dei cibi ricchi di amidi, grazie al potassio ed è benefico
per l’apparato cardiovascolare

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